Avezzano. La vicenda della scuola primaria di San Pelino torna al centro del dibattito politico cittadino. A intervenire con toni duri è Roberto Verdecchia, candidato sindaco della coalizione del Patto per Avezzano, che punta il dito contro l’attuale amministrazione comunale, accusandola di ritardi, disinteresse e di aver alimentato false aspettative tra i cittadini.
“Oltre le promesse, il nulla, solo un disperato e tardivo tentativo di recuperare l’inerzia e l’immobilismo che, per cinque anni, hanno contraddistinto l’azione amministrativa e politica dell’amministrazione comunale uscente”, afferma Verdecchia, definendo la scuola di San Pelino “uno dei casi più emblematici di ciò che Avezzano ha vissuto in questi anni: disinteresse e gestione approssimativa delle priorità pubbliche da parte di chi la governa, più impegnato a esercitare una costante e quotidiana attività di propaganda che a concentrarsi sul risolvere le criticità che i cittadini e le cittadine segnalano ormai da anni”.
Secondo il candidato sindaco, non sarebbe più sostenibile la tesi del problema ereditato. “Non è più credibile rifugiarsi dietro la formula comoda del ‘problema ereditato’, anche perché negli ultimi tredici anni, dieci portano la firma del sindaco uscente”, sottolinea, richiamando gli atti amministrativi. “Il finanziamento CIPE da 500mila euro per l’adeguamento dell’edificio scolastico era stato richiesto e ottenuto nel dicembre 2017 dalla precedente amministrazione attraverso uno studio di fattibilità, l’affidamento degli incarichi di progettazione, l’esecuzione e il collaudo strutturale”.
Verdecchia ripercorre quindi le tappe del procedimento, evidenziando i rallentamenti: “Il progetto definitivo risulta redatto il 10 luglio 2020 e approvato soltanto il 10 dicembre 2020. Tempistiche, queste, che evidenziano già allora una colpevole lentezza e una scarsa attenzione verso una struttura scolastica che avrebbe dovuto avere pari dignità rispetto a tutte le altre del territorio comunale. E, invece, è stata relegata nel dimenticatoio”.
A seguire, secondo il candidato del Patto per Avezzano, la scuola sarebbe uscita dall’agenda politica. “Successivamente, tra il cambio di amministrazione e il periodo di commissariamento seguito alla sfiducia del 9 giugno 2019, la scuola di San Pelino è di fatto scomparsa dall’agenda politica”, afferma. “Solo il 15 dicembre 2022, in piena consiliatura dell’attuale sindaco, si è giunti alla consegna dei lavori, dopo proclami pubblici che annunciavano — già nell’aprile 2022 — una conclusione degli interventi entro marzo 2023 e la riapertura per l’anno scolastico 2023/2024. Promesse rivelatesi del tutto infondate”.
Un ulteriore elemento critico viene individuato nello stop imposto dalla Soprintendenza. “A meno di un mese dall’avvio del cantiere, infatti, i lavori sono stati sospesi per disposizione della Soprintendenza, costringendo il Comune a presentare una variante radicale che ha trasformato l’intervento da semplice adeguamento sismico a demolizione e ricostruzione dell’edificio”, prosegue Verdecchia. “Da allora, per oltre due anni, abbiamo assistito a un silenzio amministrativo assordante, interrotto soltanto da annunci tardivi e autoreferenziali, privi di riscontri concreti”.
Infine, l’affondo politico in chiave elettorale. “Solo recentemente, e guarda caso in piena campagna elettorale, l’amministrazione uscente ha ripreso a parlare della scuola di San Pelino, cercando di gettare fumo negli occhi dei cittadini con proclami e rassicurazioni di comodo, mentre il degrado dell’area e il disagio per alunni e famiglie restano sotto gli occhi di tutti”.
Nelle conclusioni, Verdecchia richiama il tema della responsabilità amministrativa: “È legittimo chiedersi se, al posto di annunci roboanti e promesse irrealistiche, non sarebbe stato più corretto esercitare fin dall’inizio maggiore diligenza, controllo e senso di responsabilità, evitando di alimentare false aspettative e restituendo dignità a una comunità scolastica che da troppo tempo paga il prezzo dell’inefficienza politica”. E conclude: “I cittadini di San Pelino sono stanchi di parole vuote. Meritano fatti, tempi certi e un’amministrazione che anteponga l’interesse pubblico alla propaganda elettorale. Su questo, come su ogni questione che riguarda il bene comune, continueremo a vigilare con rigore e determinazione”.








