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Lavori forzati e torture, dall’inferno al perdono: il cardinale Simoni a Celano per raccontare la sua storia

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
27 Gennaio 2026
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Celano. Lavori forzati e umiliazioni, dall’inferno al perdono: il cardinale Simoni a Celano per raccontare la sua storia.

La comunità di Celano si prepara ad accogliere una testimonianza di fede e coraggio che ha segnato la storia del Novecento. Sabato alle 15:30, la Parrocchia del Sacro Cuore sarà teatro di un incontro di grande intensità spirituale con il Cardinale Ernest Simoni, figura simbolo della Chiesa perseguitata nell’Europa dell’Est.

L’iniziativa, fortemente voluta dal parroco don Gabriele Guerra, offrirà ai presenti l’opportunità di ascoltare il racconto diretto di un uomo che ha attraversato l’orrore della repressione comunista in Albania senza mai rinnegare la propria fede.

La vicenda umana e sacerdotale di Simoni è segnata da una prova durissima: nella notte di Natale del 1963 fu arrestato mentre stava celebrando l’Eucaristia. Da quel momento ebbe inizio per lui un lungo calvario fatto di isolamento, violenze e lavori forzati.

Le autorità del regime si aspettavano parole di rancore e ribellione, ma il sacerdote rispose sempre con la preghiera e il perdono, disarmando i suoi carcerieri con una fede incrollabile.

Condannato inizialmente a morte, vide la sentenza trasformarsi in venticinque anni di prigionia nelle miniere di Spac e nei luoghi più disumani della detenzione albanese.

Anche lì, in condizioni estreme, non smise mai di essere prete: celebrava la Messa di nascosto, con strumenti improvvisati, diventando un punto di riferimento spirituale per gli altri detenuti.

La sua elevazione al cardinalato ha assunto negli anni un valore che va oltre la persona, diventando un segno di memoria e giustizia per tutti i credenti che hanno sofferto persecuzioni e discriminazioni. Secondo albanese a ricevere la porpora, Simoni è conosciuto in tutto il mondo anche per la toccante testimonianza resa nel 2014 a Tirana, quando, davanti a papa Francesco, raccontò con semplicità e profondità le atrocità subite durante la dittatura.

L’incontro di Celano si concluderà con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dallo stesso Cardinale Simoni, in un momento che si preannuncia carico di raccoglimento, memoria e speranza.

Ernest Simoni è nato il 18 ottobre 1928 a Troshan, nella parte nord-occidentale dell’allora neonato Regno albanese.

Di famiglia cattolica, all’età di dieci anni entrò nel collegio francescano del suo paese natale, dove rimase fino al 1948, quando il regime comunista di Enver Hoxha chiuse il convento ed espulse i novizi. Dal 1953 al 1955 svolse il servizio militare obbligatorio; al termine riprese e portò a compimento clandestinamente gli studi teologici.

Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 7 aprile 1956 nella cattedrale di Santo Stefano a Scutari, per l’imposizione delle mani di Ernesto Çoba, vescovo titolare di Mideo e amministratore apostolico di Scutari, e fu incardinato, a ventisette anni, come presbitero dell’arcidiocesi di Scutari.

Il 24 dicembre 1963, dopo la celebrazione della Messa di Natale, fu arrestato dalle autorità comuniste con l’accusa di aver celebrato Messe in suffragio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, assassinato pochi mesi prima. Incarcerato e torturato, fu condannato a morte; la pena venne successivamente commutata in venticinque anni di prigionia e lavori forzati. Durante gli anni di carcere fu per i compagni di prigionia una vera guida e padre spirituale.

Nel 1973 venne emessa nei suoi confronti una nuova condanna a morte, con l’accusa di aver istigato una sommossa, ma la testimonianza a suo favore di uno dei carcerieri impedì ancora una volta l’esecuzione della sentenza.

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Dopo diciotto anni di lavori forzati, nel 1981 fu liberato, pur continuando a essere considerato “nemico del popolo” dalle autorità del regime. Anche dopo la liberazione fu costretto a lavorare nelle fogne di Scutari. In tutto questo periodo continuò a esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale fino alla caduta del regime comunista nel 1990.

Nell’Albania post-comunista esercitò il ministero in diversi villaggi, offrendo la sua testimonianza di sacerdote cattolico perseguitato e sopravvissuto al regime. La sua storia commosse profondamente papa Francesco durante il viaggio apostolico in Albania del 21 settembre 2014, quando i due si incontrarono e si abbracciarono nella cattedrale di San Paolo a Tirana. Il 20 settembre 2016 sedette accanto al papa durante l’incontro interreligioso per la Giornata mondiale di preghiera per la pace ad Assisi.

Il 9 ottobre, durante l’Angelus domenicale, papa Francesco annunciò la sua creazione a cardinale nel concistoro del 19 novembre successivo.

Tags: abruzzoCelanoNews
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