Canistro. Gestione del servizio idrico, nasce il Comitato per la tutela delle acque di Canistro.
La sentenza del Consiglio di Stato (Sezione IV, sentenza n. 164 del 08/01/2026) ha stabilito che il Comune di Canistro deve entrare nella gestione d’ambito del servizio idrico integrato, segnando un passaggio decisivo nella gestione della risorsa idrica locale.
Secondo i giudici amministrativi, il Comune non è riuscito a dimostrare il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 147 del decreto legislativo 152/2006, che consente ai Comuni, in casi particolari, di mantenere una gestione autonoma del servizio idrico.
In sostanza, il Comune doveva dimostrare che Canistro aveva delle sorgenti di acqua pregiate, oltre ad altri requisiti tecnici ed economici. Si apprende dalla sentenza, che nel corso del giudizio, il Comune avrebbe riproposto in larga parte le stesse argomentazioni già presentate nei precedenti gradi di giudizio, senza produrre nuovi studi, analisi tecniche o valutazioni economiche capaci di rafforzare la propria posizione a difesa del diritto di gestione autonomo delle acque. Sarebbero mancati, in particolare, approfondimenti specialistici sulle caratteristiche della risorsa idrica, sulla continuità delle sorgenti, sull’efficienza delle infrastrutture e sulla sostenibilità economica del sistema locale.
Le conseguenze della sentenza rischiano di ricadere direttamente sui cittadini. L’ingresso nel sistema di gestione d’ambito potrebbe infatti comportare un aumento significativo delle tariffe del servizio idrico, con un impatto diretto sulle famiglie e sulle attività economiche del territorio che vive già un tasso di disoccupazione elevato e continue chiusure di attività commerciali sul territorio oltre che al fenomeno dello spopolamento.
In questo contesto nasce il Comitato per la tutela delle acque di Canistro, con l’obiettivo di ricostruire il percorso amministrativo che ha portato alla decisione del Consiglio di Stato, promuovere trasparenza e accesso agli atti, informare i cittadini sulle conseguenze della vicenda e tutelare l’interesse pubblico legato a una risorsa considerata strategica e identitaria per la comunità locale.
Attualmente il Comitato conta oltre 50 cittadini, ed alcune associazioni locali.
“L’acqua rappresenta l’identità territoriale per Canistro – afferma il Comitato – , ed è necessario fare piena luce sulle scelte amministrative e sulle ricadute per la comunità, è inaccettabile che l’amministrazione comunale non ha dato chiara informazione ai cittadini in tutti passaggi amministrativi alla popolazione, ma si è limitata a fare soltanto un post su Facebook dopo la sentenza del Consiglio di stato, dicendo: prendiamo atto della decisione”.








