Avezzano. Il 24 gennaio, non un giorno qualunque per Avezzano: cinque anni dalla tragedia del Velino. Commemorazione, preghiera e il ricordo di quattro amici che amavano la montagna: Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino.
Quei volti sorridenti e rassicuranti sono diventati familiari, fanno parte del vissuto della comunità. Sono amici, fratelli, figli di tutti. Un dolore collettivo e sincero che spezza la routine quotidiana nel giorno dell’anniversario della tragedia, 5 anni da quella valanga che spazzò via vite e futuro. Ma nel ricordo vive l’amore, vive la dolcezza, vive la speranza.
Una grigia giornata di un rigido inverno si trasforma nel cuore pulsante della solidarietà, bella beneficenza e dei desideri realizzati, i sogni di 4 amici che del bene verso il prossimo avevano fatto una missione. Sogni portati avanti da chi gli voleva bene.
Quel 24 gennaio del 2021 quattro amici decisero di stare insieme e salire, come tante volte, sulla nostra montagna. Da quella escursione non fecero più ritorno. Fu imponente la macchina dei soccorsi che tentò il tutto per tutto, ma per quelli che per sempre saranno ricordati come Gli angeli del Velino, non ci fu nulla da fare.
Da allora i Comuni della Marsica, le scuole, le associazioni e tutti i cittadini, vivono nel ricordo dei 4 amici, per onorare la loro memoria sono nate mille iniziative benefiche, corsi per la sicurezza in montagna e tanti altri eventi che li avrebbero resi orgogliosi.
Valeria, Gianmarco, Gian Mauro, Tonino verranno ricordati oggi con iniziative e commemorazioni. La comunità si stringe così, ancora una volta, attorno alle famiglie e agli amici dei 4 “Angeli”.
Questo pomeriggio alle 17.30, nella Cattedrale di Avezzano, si celebrerà una Santa Messa di suffragio. Un momento di raccoglimento nella fede e nella preghiera, per testimoniare che il legame con chi è volato in cielo non si spezza, ma si trasforma in un filo invisibile.
Con il patrocinio del Comune di Avezzano, la Compagnia teatrale “I Marsattori” presenta la commedia in due atti “Faccia nderra i cul p’ l’aria”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza per l’evento “Un sorriso per ricordare gli Angeli del Velino in paradiso”.
La manifestazione, interprete del pensiero degli avezzanesi attraverso le gesta di chi è sul palco, vuole tradursi in un abbraccio alle famiglie dei quattro escursionisti.
Lo spettacolo a Teatro: l’omaggio dei Marsattori, che evidenzia la vitalità e la simpatia che connotarono le giovani vite dei quattro amici, vuole strappare un sorriso al pubblico presente rimarcando l’importanza della famiglia, un nucleo divenuto “allargato”, imponente, da quella fatidica data che, stretti ai congiunti dei quattro Angeli rese famiglia tutti gli avezzanesi e i marsicani.
Scritto e diretto da Maria Cerasani, eccellente regista e anche attrice, che ha luogo con la collaborazione di Francesco Subrani (“Gruppo Artisti Marsarte”) e che sarà presentato dalla giornalista Orietta Spera si terrà al Teatro dei Marsi alle 17:30.
“Il Monte Velino è l’orizzonte di ogni mattina”. E’ il ricordo dell’amministrazione comunale.
“Così presente da diventare invisibile, come accade alle cose che non pensiamo possano cambiare il corso delle nostre giornate. Un profilo familiare, una massa silenziosa sullo sfondo delle abitudini. Poi, cinque anni fa, il Velino ha smesso di essere uno sfondo.
È diventato il centro di tutto.
Da un giorno all’altro non era più una montagna, ma una domanda. Ogni sguardo finiva lì, come se da quella massa di roccia e neve potesse arrivare una risposta. E nel frattempo il tempo perdeva la sua forma normale: non più ore o giorni, ma attese, aggiornamenti, silenzi.
Lì sopra c’erano quattro vite sospese. Quattro figli di Avezzano. E quando quattro vite restano sospese su una montagna una città intera sente di dover fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Anche solo restare sveglia, anche solo informarsi, anche solo pronunciare quattro nomi come se ripeterli potesse servire a non lasciarli soli.
Valeria Mella. Gianmarco Degni. Gian Mauro Frabotta. Tonino Durante.
Venticinque giorni. Nebbia fitta, freddo, neve che rallentava ogni passo. In quei giorni tutta la comunità si sentì coinvolta. C’erano i soccorritori instancabili, chi aspettava notizie, chi pregava, chi condivideva informazioni, chi semplicemente parlava con gli altri per non restare in silenzio. Tutti, in modi diversi, provarono a fare qualcosa.
Non furono solo giorni di cronaca. Furono giorni in cui Avezzano, come spesso accade nel dramma, riscoprì di essere una comunità prima ancora che una città. Il Velino osservava, immobile, e a valle la città tratteneva il fiato, come se respirare troppo forte potesse rompere qualcosa.
Oggi, 24 gennaio 2026, Avezzano ricorda.
Ricorda gli Angeli del Velino e le loro famiglie, che hanno attraversato il dolore senza trasformarlo in rumore, con una dignità composta che non ha mai cercato spiegazioni pubbliche. Ricorda anche chi non si è risparmiato: i soccorritori, le donne e gli uomini che hanno affrontato condizioni estreme senza protagonismi, guidati solo dal senso del dovere e da un’idea profonda di servizio.
Da quella tragedia, però, non è rimasto solo il lutto. È rimasta una consapevolezza nuova. Da lì sono nate iniziative di solidarietà, percorsi di formazione, progetti dedicati all’educazione alla montagna.
Il monumento nella zona nord della città non è solo un segno della memoria. È un luogo di sosta. Uno spazio in cui fermarsi e ricordare che la vita ha valore anche – e soprattutto – quando ci costringe a prenderci cura gli uni degli altri.
Se oggi il legame tra Avezzano e quei quattro nomi è così forte, non dipende soltanto dalla tragedia che li ha strappati alla vita. Dipende da ciò che hanno rappresentato. Erano figli di questa città, portatori di valori autentici. E questo è stato chiaro a tutti, anche a chi non li aveva mai incontrati.
Ricordare Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino significa continuare a trasformare il dolore in attenzione, la memoria in gesti concreti, l’attesa di allora in una scelta quotidiana.
Restare uniti.
Questa mattina, i consiglieri Maurizio Seritti – delegato alla protezione civile – e Patrizia Gallese – delegata al progetto “Angeli del Velino” – hanno portato un saluto commosso e doveroso, in rappresentanza del sindaco, dell’amministrazione comunale e di tutta la città Un modo per dire che vogliamo bene ai nostri Angeli”.