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Lfoundry, Casale denuncia disparità: lavoratori “somministrati” trattati come di serie B

Elvira Maiolini di Elvira Maiolini
20 Gennaio 2026
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Avezzano. La Lfoundry, principale azienda del territorio per risorse, innovazione, produzione e occupazione, è finita sotto accusa per il trattamento riservato ai lavoratori “somministrati”. Secondo Mario Casale, ex segretario Cgil Marsica, questi lavoratori vengono esclusi dalla rotazione nell’applicazione degli ammortizzatori sociali, come CIG e contratti di solidarietà, con conseguente decurtazione salariale e assenza di garanzie economiche e normative.

“Sorprende che la Lfoundry si riduca a trattare i lavoratori “somministrati” come lavoratori di serie B, afferma Casale. Mi auguro che non sia un alibi per sfuggire alla domanda che tutti si pongono sulle prospettive aziendali”. L’ex sindacalista critica le modalità di assunzione basate sulla somministrazione, a chiamata o a tempo determinato, definite “forme odiose dei rapporti di lavoro attuali» che incrementano discrezionalità aziendale e impoverimento di salari e diritti.

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Casale richiama la storia normativa italiana, dal Piano Treu al Jobs Act, evidenziando come milioni di lavoratori abbiano subito un indebolimento delle tutele conquistate con lotte e sacrifici, trasformando in precarietà il lavoro di giovani e donne.

Per affrontare la situazione, Casale propone un percorso chiaro: “È urgente chiedere con decisione che i lavoratori “somministrati” vengano assunti direttamente dall’azienda e parificare a tutti i livelli il trattamento economico e normativo, rendendoli uguali agli altri dipendenti”.

Secondo l’ex segretario, comportamenti autoritari e discriminatori non si addicono a una multinazionale come Lfoundry, “che rappresenta una ricchezza insostituibile per lo sviluppo del territorio”. La soluzione, conclude Casale, è aprire un confronto con le parti sociali e definire un piano di sviluppo che coinvolga tutti i lavoratori in modo equo, valorizzando professionalità e futuro dell’impresa.

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