Roma. “L’Unione europea riconosce finalmente il “diritto a restare” alle popolazioni e soprattutto a quelle che abitano le aree interne: un segnale forte, di quella nuova Europa che il vicepresidente Ue, Commissario Raffaele Fitto, sta contribuendo a far nascere”. Con queste parole il commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017, senatore Guido Castelli, ha commentato le notizie giunte da Bruxelles a margine dell’audizione di Raffaele Fitto nelle commissioni congiunte Agricoltura, Bilancio e Sviluppo regionale del Parlamento europeo.
Nel corso dell’audizione, Fitto ha illustrato il nuovo indirizzo della Commissione europea sulle politiche territoriali, annunciando che, oltre all’“agenda per le città”, Bruxelles è al lavoro “per presentare altre quattro strategie” dedicate “alle isole, alle regioni ultraperiferiche, alle aree di confine orientale e, infine, al diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne”.
Secondo Castelli, si tratta di “un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea”, in linea con il nuovo approccio promosso dal Governo italiano. “È in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree interne rivendicato in Italia dalla premier Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e concreta, che investe in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e ai territori del nostro Paese”, ha sottolineato il senatore. “Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle aree interne, manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles, grazie all’impegno e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario Fitto”.
Il riconoscimento europeo viene letto anche come una conferma del lavoro svolto dalla Struttura commissariale per la ricostruzione del Centro Italia. “È un ulteriore riconoscimento per l’impegno assunto dalla Struttura Commissariale che dirigo da tre anni, grazie alla fiducia attribuitami dal Governo, per la rinascita del Centro Italia”, ha affermato Castelli. “Dobbiamo continuare a percorrere questo cammino per ricostruire e rilanciare l’Appennino centrale cogliendo le opportunità del nuovo quadro finanziario europeo”.
Nel suo intervento, Castelli ha richiamato anche il valore culturale e sociale del diritto a restare, ricordando l’iniziativa della scorsa estate nelle aree del cratere sismico: “La scorsa estate abbiamo contribuito al festival della “Restanza e della Tornanza” nelle aree del cratere del sisma 2016-2017. Restare e tornare sono diritti finalmente riconosciuti a chi non vuole abbandonare le sue radici e non vuole essere abbandonato nel percorso di rigenerazione sociale ed economica del proprio territorio”.
In questa prospettiva, il commissario ha concluso indicando una possibile traiettoria futura: “Il modello Appennino centrale si candida a diventare un riferimento per il necessario aggiornamento delle politiche di coesione, verso una governance integrata tra Stato e Regioni che possa essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle imprese”, con l’obiettivo di costruire “un’Italia più forte, più unita e più coesa”.








