Avezzano. Un potenziamento strutturale dell’organico e una visione territoriale più equilibrata segnano il nuovo corso dell’Oculistica negli ospedali di Avezzano e Sulmona, con ricadute positive anche sul presidio di Castel di Sangro. È il risultato delle recenti scelte messe in campo dalla Direzione della ASL 1 Abruzzo, che ha avviato un deciso cambio di passo nelle assunzioni e nella programmazione sanitaria.
Due nuovi medici oculisti sono già entrati in servizio, un terzo è in arrivo nelle prossime settimane e un’ortottista è operativa da dicembre. Un rafforzamento che consente di incrementare l’attività ambulatoriale e chirurgica nei presidi della Marsica e della Valle Peligna, dove ogni anno si superano complessivamente i 3.000 interventi di chirurgia oculistica, in particolare su cataratta, retina, glaucoma, affezioni palpebrali e patologie della superficie oculare.
L’inserimento di nuovo personale permetterà non solo di ridurre i tempi di attesa per visite e prestazioni, ma anche di aumentare il numero di interventi in sala operatoria, migliorando l’accesso alle cure e la qualità dell’assistenza per l’utenza.
Novità rilevanti sono previste anche per l’ospedale di Castel di Sangro, dove, per la prima volta, sarà attivata un’attività chirurgica oculistica affiancata da servizi di diagnostica strumentale. Un investimento di particolare valore strategico, considerato il contesto di area interna e di confine, storicamente più penalizzato nell’erogazione dei servizi sanitari. L’avvio delle nuove attività sarà possibile grazie sia alle recenti assunzioni sia a una più efficiente ricollocazione delle risorse strumentali aziendali.
“Con decisioni rapide e lungimiranti – dichiara il direttore dell’Oculistica di Avezzano e Sulmona, Fabio Di Censo – la direzione strategica dell’azienda ci consentirà di offrire risposte sempre più incisive ai bisogni dei pazienti e di introdurre, a Castel di Sangro, prestazioni del tutto nuove. Da parte nostra siamo pronti ad affrontare queste sfide, con al centro, come sempre, la cura della persona”, conclude.








