Pescara. Alle dichiarazioni del Direttore generale di TUA, che nei giorni scorsi ha tentato di ridimensionare le criticità del servizio e della gestione aziendale, rispondono in maniera unitaria le Segreterie regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL, contestando punto per punto quanto affermato dalla dirigenza e denunciando una situazione che, a loro dire, è sotto gli occhi di lavoratori e cittadini.
“Le parole del Direttore generale di TUA rappresentano un insulto alla dignità dei lavoratori che rappresentiamo, circa 800 su 1.300 dipendenti complessivi, distribuiti in tutti i settori e in tutta la Regione”, citano congiuntamente Di Eugenio, Mascitti, Marcotullio e Lizzi, rappresentanti dei sindacati: “avremmo preferito evitare questo livello di scontro, ma oggi è impossibile continuare a negare anche l’evidenza”.
“Si parla di residenze non soppresse, ma la realtà è ben diversa”, affermano le organizzazioni sindacali, “la scure di TUA si è abbattuta in modo violento sulle aree interne dell’Abruzzo, cancellando definitivamente residenze di lavoro storiche e colpendo in modo diretto l’occupazione locale”.
“Parliamo di Gissi, Atessa, Altino, Ateleta, Pizzoferrato, Scafa, Serramonacesca e Secinaro”, sottolineano, “a cui si aggiunge l’emorragia dei subaffidamenti in centri vitali come Scanno, Castel del Monte, Pescasseroli, Scoppito, Navelli, Rocca Santa Maria e Pietracamela, solo per citarne alcuni”.
“Queste scelte stanno sradicando decine di famiglie, costrette al trasferimento forzato”, dichiarano le Segreterie regionali, “e sottraggono ai piccoli comuni montani ed interni presidi occupazionali stabili che non verranno mai rimpiazzati”.
“È un paradosso inaccettabile”, proseguono, “mentre la politica regionale parla di contrasto allo spopolamento, l’azienda pubblica di trasporto agisce come un rullo compressore che desertifica il territorio, sostituendo lavoro dignitoso con subaffidamenti precari, privi di tutele contrattuali e di reale sostenibilità economica”.
“Sulla sicurezza e sui controlli la situazione è altrettanto grave”, affermano ancora, “mezzi che perdono pezzi, autobus obsoleti, strumentazioni mancanti, assenza di obliteratrici e indicatori di percorso: questa è la quotidianità di molti servizi subaffidati nelle aree interne”.
“Anche il parco mezzi TUA non risponde alla narrazione rassicurante fornita dall’azienda”, sottolineano, “l’affidamento in house dovrebbe garantire equilibrio economico e qualità del servizio, ma assistiamo a mezzi moderni impiegati senza obliteratrice, con conseguente evasione tariffaria e disservizi evidenti per l’utenza”.
“Nel settore ferroviario la programmazione ha mostrato limiti gravi”, dichiarano, “con l’acquisto di convogli non compatibili con le strutture manutentive esistenti, costringendo gli operatori a lavorare in condizioni inadeguate e senza che, a distanza di anni, la situazione sia stata risolta”.
“I numeri sul personale raccontano un declino che non può essere smentito”, rimarcano i sindacati, “meno chilometri di servizio, meno addetti viaggianti, meno operai in manutenzione e una gestione che continua a scaricare le proprie inefficienze sui lavoratori”.

“Per evitare imbarazzi, oggi TUA semplifica le distinzioni del personale nei bilanci”, aggiungono, “mentre tenta di tamponare le carenze con trasferimenti forzati e riorganizzazioni che nulla hanno di strutturale”.
“Sul fronte amministrativo e dirigenziale la trasparenza è quantomeno discutibile”, affermano, “con compensi e trattamenti economici che non trovano riscontro nei contratti nazionali e che hanno già aperto numerose vertenze”.
“Il Direttore generale ha perso un’occasione per tacere”, concludono le Segreterie regionali, “ed è arrivato il momento di dire la verità alla Regione Abruzzo e alla collettività, spiegando come si sia potuti arrivare a un declino così profondo proprio a partire dal 2019”.
“Non si può più tollerare una gestione che ignora la sicurezza stradale, calpesta i diritti dei lavoratori e abbandona le aree interne”, concludono infine, “la vertenza entra in una seconda fase con il coinvolgimento delle istituzioni competenti e la mobilitazione proseguirà con fermezza finché non saranno ripristinate legalità contrattuale e dignità del servizio”.









