Avezzano. Taglio alla rete e colpo chirurgico: rubato “salvavita” da 50mila euro dalla caserma dei vigili del fuoco.
Non un furto qualunque, ma un’azione studiata nei dettagli e rivolta a un obiettivo ben preciso. È quanto emerso nelle ultime ore ad Avezzano, dove ignoti si sono introdotti all’interno della caserma dei vigili del fuoco, violando la recinzione sul lato posteriore della struttura. Proprio lì, lungo la rete, gli agenti intervenuti hanno individuato il punto di accesso forzato, con un evidente taglio nella maglia metallica.
Una volta all’interno, i malviventi non hanno agito in modo casuale. In un’autorimessa che ospita numerosi mezzi di servizio, l’attenzione si sarebbe concentrata su un solo veicolo. Da lì è stato sottratto un divaricatore elettrico, attrezzatura altamente specializzata utilizzata nelle operazioni di soccorso per aprire lamiere e creare varchi in situazioni di emergenza. Il valore dello strumento si aggira intorno ai 50mila euro.
Un oggetto tutt’altro che comune, considerato a tutti gli effetti un presidio “salvavita”, fondamentale negli interventi di estrazione e soccorso tecnico. Ed è proprio questo aspetto a rendere il colpo particolarmente sensibile.
A pesare sono tre elementi chiave: il luogo preso di mira, una caserma pienamente operativa; la natura del bene rubato, non facilmente rivendibile né utilizzabile in contesti ordinari; e la dinamica selettiva del furto, che lascia escludere l’improvvisazione. Tutti indizi che spostano l’attenzione investigativa oltre la microcriminalità, verso ipotesi di furti su commissione o azioni riconducibili a gruppi organizzati.
Un dispositivo di questo tipo, infatti, potrebbe essere impiegato anche per forzare porte blindate o strutture di sicurezza, rendendolo appetibile per operazioni criminali più complesse, come assalti ai portavalori o rapine pianificate. Un dettaglio che accresce ulteriormente la gravità dell’episodio e l’allarme per la sicurezza.








