Avezzano. Ad Avezzano arriva il corso di laurea in Bioscienze e Biotecnologie agroalimentari di UNITE. Il Rettore Christian Corsi: “stiamo lavorando per un progetto costruito col territorio”. Assessore Iride Cosimati “da marzo l’orientamento nelle scuole”.
Il 2026 porta un’altra svolta che era stata solo accennata nei mesi scorsi. L’Università di Teramo sta lavorando per raddoppiare la sua presenza in città e sceglie di farlo con metodo, visione e ascolto del territorio. Rilanciato il corso di laurea in Giurisprudenza, oggi pienamente operativo e in crescita, arriva il secondo tassello: Bioscienze e Biotecnologie agroalimentari.
In sala consiliare, in mattinata, c’è stato un vero proprio summit, con la presentazione agli stakeholder in un incontro operativo che ha segnato l’avvio del percorso condiviso. L’inizio di un lavoro strutturato che parte da una scelta chiara: prima costruire il corso, poi orientare gli studenti.
È questo uno degli elementi di maggiore novità emersi dall’incontro. Prima dell’orientamento nelle scuole, che partirà successivamente, l’Università di Teramo sceglierà – insieme al comune, alle associazioni, alle scuole, alle imprese – uno dei percorsi formativi, integrando le materie in base alle reali istanze del territorio marsicano, a forte vocazione agroalimentare.
Un approccio chiaro, rivendicato dal rettore Christian Corsi, presente ad Avezzano insieme al neodirettore del Dipartimento di Bioscienze Nicola Bernabè.
“Questa è una visione politica nel senso più alto del termine: un progetto condiviso con tutti gli attori del territorio. L’Università di Teramo vuole continuare a investire ad Avezzano e in Marsica. Dopo Giurisprudenza, stiamo lavorando per un secondo corso di laurea e un nuovo dipartimento”.
Accanto al Rettore, l’assessore Iride Cosimati, punto di raccordo costante tra amministrazione comunale e università. La Cosimati ha sottolineato “l’ottimo riscontro che sta dando Giurisprudenza dopo tante iniziative, compresa la decisione di riportarla in centro, e la totale disponibilità dell’amministrazione anche in vista dell’attività di orientamento che partirà a Marzo”. In sala, un parterre qualificato di rappresentanti del mondo produttivo per un investimento dell’Ateneo che si traduce in ricerca condivisa, progetti comuni, seminari, dottorati e convegni, con il coinvolgimento diretto di imprese, scuole e associazioni di categoria. Un modello che tiene insieme autonomia universitaria e radicamento territoriale.
Al centro del progetto l’idea di un corso flessibile, capace di adattarsi come “un vestito su misura”, nel rispetto dei parametri ministeriali ma con margini concreti di costruzione locale. Anche sul piano logistico arriva una buona notizia: gli spazi destinati a Giurisprudenza sono già pieni, segno della crescita delle iscrizioni, e l’ateneo è già al lavoro per individuare nuove sedi, insieme al comune, per questo diverso percorso.
Il nuovo direttore del Dipartimento di Bioscienze, prof. Nicola Bernabè, ha ribadito il ruolo dell’università come motore di sviluppo del territorio. I corsi attivi tra i quali si sceglierà quello in partenza ad Avezzano sono Scienze e tecnologie alimentari (che prepara alla figura di tecnologo alimentare), Viticoltura ed Enologia (enologo) e Scienze gastronomiche per la sostenibilità (esperto gastronomo).
Dal mondo delle associazioni è arrivato un contributo concreto alla costruzione del percorso: forte l’esigenza di basi solide per l’orticoltura di primo campo, di tecnici preparati, di figure capaci come quella dell’agronomo – di coniugare innovazione e lavoro sul terreno.
Significativo anche il saluto del professor Mario Sirimarco, responsabile della sede avezzanese di Giurisprudenza, che ha ricordato come proprio un nuovo approccio all’orientamento abbia contribuito al rilancio del corso giuridico ad Avezzano. Prima, gli interventi dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti del mondo agricolo e di altre categorie professionali.
Prossimo appuntamento tra 30 giorni per l’avvio dell’iter ma il messaggio è chiaro: prima si costruisce bene, insieme, poi si orienta.
E l’inizio dell’anno ad Avezzano porta con sé una certezza: l’università non solo resta ma cresce.








