Avezzano. “Ad Avezzano il sindaco emana ordinanze, fa proclami, convoca conferenze stampa. Ma quando un consigliere comunale chiede di vedere gli atti, sparisce. E quando un primo cittadino non risponde nei termini di legge, non siamo più nel campo della distrazione: siamo nel disprezzo delle istituzioni e della democrazia”.
È un attacco durissimo quello del consigliere comunale di opposizione al Comune di Avezzano Tiziano Genovesi nei confronti del sindaco Gianni Di Pangrazio, che “ad oggi non ha fornito alcuna risposta alla richiesta formale di accesso agli atti relativa all’Ordinanza sindacale numero 258 del 30 dicembre 2025 sul divieto di utilizzo dei botti”.
“Ho esercitato un diritto previsto dalla legge, non un favore personale. Ho chiesto dati, numeri, documenti: quanti controlli sono stati fatti, con quali uomini, con quali turni, con quali risultati. La risposta del sindaco? Nessuna. Il silenzio assoluto. Un silenzio che è una scelta politica precisa”, tuona Genovesi.
Il consigliere di opposizione parla apertamente di “un metodo di governo fondato sull’elusione del controllo democratico”: “Di Pangrazio non governa il confronto, lo evita. Non risponde perché non tollera il contraddittorio. Vuole solo essere celebrato dal suo ufficio stampa, dal suo apparato di comunicazione, dal suo staff di propaganda. Ma un sindaco non è un influencer e un Comune non è una bacheca social”.
Secondo il consigliere, l’ordinanza sui botti rischia di essere “un’operazione di facciata”, “buona per i titoli ma priva di riscontri verificabili a aggiunge Genovesi – Se i controlli ci sono stati, lo dimostrino. Se le sanzioni sono state elevate, lo dicano. Se il personale era insufficiente, lo ammettano. Ma non rispondere equivale a una cosa sola: nascondere”.
“Qui non è in discussione l’ordinanza – incalza Genovesi – ma il rispetto delle regole basilari della democrazia locale. Un primo cittadino che ignora una richiesta formale di un consigliere comunale svuota il Consiglio, umilia il ruolo dell’opposizione e tratta le istituzioni come un fastidio”.
Il giudizio finale di Genovesi è senza sconti: “La democrazia non muore con i colpi di Stato, muore nel silenzio, nell’arroganza di chi pensa di non dover rendere conto a nessuno. Io non mi fermerò. Continuerò a chiedere atti, numeri e verità. Perché Avezzano non è proprietà privata di Di Pangrazio e le leggi valgono anche per chi governa”.








