Avezzano. È una sentenza pesante, sotto il profilo penale e umano, quella pronunciata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, che ha condannato un uomo di 60 anni residente nella Piana del Cavaliere per violenza sessuale ai danni di minori. L’imputato è stato riconosciuto colpevole e condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
La decisione è stata letta in udienza dal gip Mario Cervellino, che ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale per l’intera durata della pena e il divieto a vita di ricoprire incarichi o svolgere attività a contatto con minori, comprese scuole, istituzioni e strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da bambini e adolescenti.
Alla condanna si aggiungono misure di sicurezza ulteriori: il divieto di svolgere lavori che prevedano contatti abituali con minori e l’obbligo di comunicare alla polizia ogni spostamento o variazione di residenza per la durata di un anno.
Il giudice ha inoltre condannato l’imputato al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, da quantificare in separata sede civile, disponendo anche la rifusione delle spese legali sostenute dallo Stato.
La vicenda giudiziaria trae origine da un contesto familiare e amicale, proprio per questo particolarmente delicato. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’uomo avrebbe adescato adolescenti figli di amici di famiglia, minori che frequentavano abitualmente la sua abitazione e che lo consideravano una figura di fiducia. Un rapporto che, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato strumentalizzato per mettere in atto comportamenti gravemente lesivi della sfera personale delle vittime.
L’inchiesta è partita dalla scoperta, da parte di un genitore, di alcuni messaggi WhatsApp dal contenuto ambiguo sul telefono del figlio. Da lì il racconto del minore e l’emersione di ulteriori episodi che avrebbero coinvolto anche un altro ragazzo. Le contestazioni riguardano molestie sessuali ripetute, non atti sessuali completi, ma comunque ritenute penalmente rilevanti e gravemente traumatiche.
L’uomo era stato arrestato circa sei mesi fa. Dopo un periodo di custodia cautelare in carcere, il giudice aveva disposto la misura degli arresti domiciliari, tuttora in corso.
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato. Titolare dell’indagine è il pubblico ministero Luigi Sgambati. La difesa dell’imputato è stata affidata all’avvocato Gianluca Presutti, mentre le parti civili sono state rappresentate dall’avvocato Velia Nazzarro. Il giudice ha fissato in novanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.








