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Berlusconi: «Terremoto, abbiamo fatto tutto ciò che serviva, ora tocca al Comune

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
5 Marzo 2011
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Avezzano. Ha toccato tutti i temi d’attualità il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente questa mattina al convegno dei riformisti che si è tenuto al Teatro Don Orione di Avezzano. (Vedi il video della telefonata di Berlusconi in diretta).
RIFORME. «Sulle riforme», ha dichiarato il premier, «stiamo facendo un lavoro importante. Il 29 settembre scorso abbiamo presentato quella sul federalismo fiscale; poi c’e’ quella tributaria e quella importantissima sulla giustizia. Abbiamo catturato circa 7
mila mafiosi e sequestrato beni per 20 miliardi di euro. Abbiamo presentato un Piano per il sud. Ed ora stiamo affrontando le nuove elezioni amministrative”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Avezzano, in diretta telefonica con un circolo PdL ha elencato i progetti di riforma in itinere di questo governo.
RIFORME. Stiamo uscendo bene dalla crisi econcomica», ha affermato, «ma elezioni anticipate non ci saranno perché darebbero un messaggio negativo al resto del Mondo sulla nostra stabilita’ politica». Per quanto riguarda il consenso degli elettori Berlusconi ha affermato: «i sondaggi ci dicono che siamo sempre il primo partito in Italia nonostante gli attacchi della sinistra e dei giornali: siamo al 30,6 per cento quindi andiamo avanti con grande consenso».
TERREMOTO. Per quanto riguarda la situazione dell’Aquila dopo il sisma il premier ha affermato: «riguardo all’Abruzzo, alla ricostruzione della città dell’Aquila, credo che tutti voi sappiate bene come abbiamo agito, con quanta tempestività e con quanta efficacia. Oltre ad avere consegnato le case a chi le aveva perse, abbiamo anche stanziato ciò che era necessario. Abbiamo anche aperto le scuole per 17 mila studenti», ha aggiunto, «in edifici messi in sicurezza o in nuove scuole costruite appositamente. Stiamo andando avanti nell’interesse generale. Abbiamo realizzato tutto quello che serviva, spendendo circa 15 miliardi di euro», ha evidenziato, «e ci sono oltre tre miliardi in via di designazione. Adesso, per quel che succede lì deve essere il Comune a interessarsi, perché ogni edificio ha la sua storia e deve essere il Comune a decidere se può essere ristrutturato o deve essere abbattuto».
SCUOLA. «Noi abbiamo difeso in modo concreto la scuola pubblica» con la riforma e riteniamo che gli insegnanti abbiano «un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli» e che però «ricevano uno stipendio assolutamente inadeguato» per questo ruolo. Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di un collegamento telefonico con una iniziativa politica a Avezzano. Nel corso del collegamento telefonico, Berlusconi è tornato sulle polemiche suscitate dalle sue parole sulla scuola pubblica. «Noi come governo – ha detto – abbiamo avviato una riforma profonda della scuola e dell’università proprio per restituire valore alla scuola pubblica e per restituire dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo che è fondamentale per l’educazione dei nostri figli e che, dobbiamo assolutamente dirlo, ricevono in cambio uno stipendio assolutamente inadeguato». «Ma per quelli della sinistra – ha aggiunto – la scuola è servita soltanto come serbatoio politico e come ammortizzatore sociale e cioè come un posto dove organizzare il consenso e mantenere lo status quo senza mai curarsi nè del merito, nè degli studenti e neppure della necessità di razionalizzare le risorse disponibili».

Avezzano. Ha toccato tutti i temi d’attualità il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente questa mattina al convegno dei riformisti che si è tenuto al Teatro Don Orione di Avezzano. RIFORME. «Sulle riforme», ha dichiarato il premier, «stiamo facendo un lavoro importante. Il 29 settembre scorso abbiamo presentato quella sul federalismo fiscale; poi c’e’ quella tributaria e quella importantissima sulla giustizia. Abbiamo catturato circa 7 mila mafiosi e sequestrato beni per 20 miliardi di euro. Abbiamo presentato un Piano per il sud. Ed ora stiamo affrontando le nuove elezioni amministrative”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Avezzano, in diretta telefonica con un circolo PdL ha elencato i progetti di riforma in itinere di questo governo. RIFORME. Stiamo uscendo bene dalla crisi econcomica», ha affermato, «ma elezioni anticipate non ci saranno perché darebbero un messaggio negativo al resto del Mondo sulla nostra stabilita’ politica». Per quanto riguarda il consenso degli elettori Berlusconi ha affermato: «i sondaggi ci dicono che siamo sempre il primo partito in Italia nonostante gli attacchi della sinistra e dei giornali: siamo al 30,6 per cento quindi andiamo avanti con grande consenso». TERREMOTO. Per quanto riguarda la situazione dell’Aquila dopo il sisma il premier ha affermato: «riguardo all’Abruzzo, alla ricostruzione della città dell’Aquila, credo che tutti voi sappiate bene come abbiamo agito, con quanta tempestività e con quanta efficacia. Oltre ad avere consegnato le case a chi le aveva perse, abbiamo anche stanziato ciò che era necessario. Abbiamo anche aperto le scuole per 17 mila studenti», ha aggiunto, «in edifici messi in sicurezza o in nuove scuole costruite appositamente. Stiamo andando avanti nell’interesse generale. Abbiamo realizzato tutto quello che serviva, spendendo circa 15 miliardi di euro», ha evidenziato, «e ci sono oltre tre miliardi in via di designazione. Adesso, per quel che succede lì deve essere il Comune a interessarsi, perché ogni edificio ha la sua storia e deve essere il Comune a decidere se può essere ristrutturato o deve essere abbattuto».SCUOLA. «Noi abbiamo difeso in modo concreto la scuola pubblica» con la riforma e riteniamo che gli insegnanti abbiano «un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli» e che però «ricevano uno stipendio assolutamente inadeguato» per questo ruolo. Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di un collegamento telefonico con una iniziativa politica a Avezzano. Nel corso del collegamento telefonico, Berlusconi è tornato sulle polemiche suscitate dalle sue parole sulla scuola pubblica. «Noi come governo – ha detto – abbiamo avviato una riforma profonda della scuola e dell’università proprio per restituire valore alla scuola pubblica e per restituire dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo che è fondamentale per l’educazione dei nostri figli e che, dobbiamo assolutamente dirlo, ricevono in cambio uno stipendio assolutamente inadeguato». «Ma per quelli della sinistra – ha aggiunto – la scuola è servita soltanto come serbatoio politico e come ammortizzatore sociale e cioè come un posto dove organizzare il consenso e mantenere lo status quo senza mai curarsi nè del merito, nè degli studenti e neppure della necessità di razionalizzare le risorse disponibili».

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