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Centrale a biometano nella Marsica, scatta l’altolà di tre Comuni. D’Orazio: gravi carenze e deficit

Federico Falcone di Federico Falcone
30 Aprile 2019
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Collarmele. Brusca frenata per l’impianto di produzione di biometano nella Marsica orientale. Ad alzare la paletta dello stop sono gli stessi Comuni che hanno deciso, inoltre, di presentare le proprie osservazioni e riluttanze alla Regione Abruzzo. Come è noto il Fucino è un punto di riferimento per la produzione delle verdure che vengono poi distribuite in tutta Italia ma, al tempo stesso, si attesta come location ideale per l’edificazione di impianti atti a sviluppare energia rinnovabile. Ecco perché dopo che sono sorti numerosi impianti fotovoltaici, sono sempre di più le richieste per la creazione di centrali a biometano e biogas di ultima generazione.

L’ultima, in ordine di tempo, è stata presentata dalla Biometano energy srl di San Benedetto dei Marsi e riguarda la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano in un terreno alle porte di Collarmele e al confine con San Benedetto dei Marsi e Pescina. L’iter autorizzativo, che non passa attraverso i Comuni ma va direttamente nelle mani dei funzionari della Regione Abruzzo, è attualmente fermo all’Aquila.

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I sindaci delle tre realtà interessate, Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescina, hanno presentato delle osservazioni in merito rilevando alcune problematiche. “L’iter autorizzativo per l’impianto a biometano che ricade in un territorio a confine tra Collarmele, San Benedetto e Pescina, è stato avviato da tempo”, ha spiegato il primo cittadino di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, “dopo aver preso visione del progetto in qualità di amministratori dei comuni interessati abbiamo presentato delle osservazioni perchè sono state rilevate delle gravi carenze.

Ci sono state già delle conferenze dei servizi alle quali abbiamo partecipato facendo notare delle anomalie formali e sostanziali in diversi settori, uno su tutti i particolari vincoli dell’area interessata e la presenza di altri impianti simili nel territorio. Ora spetterà alla Regione Abruzzo dire l’ultima parola, per quel che ci riguarda abbiamo pensato alla tutela del territorio”.

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