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Referendum Giustizia, ieri in piazza Risorgimento la manifestazione per il No

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
16 Marzo 2026
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Avezzano. Si è svolta ieri, domenica 15 marzo ad Avezzano la manifestazione del “NO” al referendum, promossa dal comitato nato spontaneamente e dal basso, da un’idea di Nazzareno Di Matteo.

“Un momento significativo di partecipazione volontaria e libera da condizionamenti per segnalare che si può contare su cittadini e cittadine capaci di ragionare autonomamente e di far sentire la propria voce. Senza simboli di partito, per evidenziare la libera circolazione delle idee sulla legge costituzionale sottoposta a referendum”. Ha sottolineato il presidente del Centro Giuridico del cittadino, Augusto Di Bastiano.

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“Davanti a una considerevole partecipazione popolare si sono alternati sul palco Nazzareno Di Matteo, Giovanni D’Amico, Mario Casale, Giorgio Fedele, Anna Paolini, Stefania Pezzopane e la magistrata Roberta D’Avolio.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato che il referendum, chiamato referendum sulla giustizia dal governo, è invece una riforma della magistratura, con la volontà punitiva verso un cardine dello stato di diritto, garanzia di equilibrio e di tutela di tutti i cittadini.

L’obbiettivo è evidente: indebolire l’autonomia della magistratura e controllarla politicamente, salvaguardando il potere politico di turno e potenti di ogni genere, dalle grandi imprese agli imputati ricchi.  

L’altro obiettivo emerso è quello di trascurare l’ interesse  dei cittadini.

Infatti il CSM, organo di autogoverno della magistratura, viene triplicato con due CSM e un’Alta Corte Disciplinare, con costi triplicati che invece potrebbero essere utilizzati per amministrare meglio la giustizia. In più il meccanismo di composizione di tali organismi è affidato a un sorteggio di fatto fasullo per svuotare la funzione dell’attuale CSM e per assoggettare i tre nuovi organismi indeboliti alla maggioranza politica di turno.

Inoltre la separazione delle carriere dei giudici (giudici e pubblici ministeri) esiste già con la Riforma Cartabia,ma vengono intaccati per la prima volta ben 7 articoli della Costituzione, quando sarebbe bastata una semplice legge ordinaria, senza ricorrere ad un referendum.

E’ stato ricordato, inoltre, che la nostra Costituzione non è nata casualmente ma dalla lotta al fascismo e ogni articolo riguardante la magistratura è stato il frutto di un impegno costante e partecipato di centinaia di giuristi costituenti di ogni colore che hanno contribuito  garantire l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

Una riforma che non serve a migliorare la qualità della vita dei cittadini perché non rende più brevi i tempi dei processi, non aumenta il numero dei magistrati e del personale tecnico e amministrativo, non incide sugli errori giudiziari. Insomma non serve ai cittadini.

Infine, efficace ed esaustivo l’intervento della d.ssa D’Avolio, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica dell’Aquila, Direzione Distrettuale Antimafia.

La magistrata ha insistito particolarmente sul ruolo attuale del PM, specificando come tale ruolo oggi sia quello di ricercare prove a carico e a discarico dell’indagato con l’obbiettivo della ricerca della verità. Con la riforma tale ruolo va a identificarsi come una sorta di avvocato dell’accusa che ha come obiettivo soltanto la condanna dell’impuntato, snaturando il ruolo della ricerca della verità.

Inoltre, con l’egemonia politica all’interno dell’Alta Corte Disciplinare, ogni PM, che attualmente applica solo il diritto, dopo la riforma dovrà anche chiedersi se gli conviene prendere una decisione o l’altra, a seconda delle convenienze personali in virtù di una intimidazione sempre presente rappresentata dall’Alta Corde Disciplinare, così come viene raffigurata.

Soprattutto in questo caso la riforma non solo non serve ai cittadini ma addirittura li danneggia.

Il comitato promotore ringrazia quanti oggi hanno partecipato alla manifestazione e in particolare la d.ssa D’Avolio che con determinazione, libertà e misura ha espresso le criticità sulla legge sottoposta a referendum.

Il comitato invita tutti a partecipare alla consultazione referendaria del 22 e 23 marzo e a votare NO”.

 

Tags: Referendum Giustizia
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